“Olio Novo” in Toscana: è tempo di Fettunta!

L’olio, come il vino, è sempre stato qualcosa di più di un semplice frutto della terra.

La pianta dell’olivo sembra sia originaria della terra di Israele e già nell’antichità sia la pianta che l’olio stesso erano conosciuti e ampiamente usati:  Egizi, Fenici, Babilonesi, Greci e poi Romani, ognuna di queste popolazioni  conosceva ed utilizzava l’olio di oliva, non soltanto per il solo uso alimentare, ma anche medicinale e cosmetico. Era dunque un prodotto di rilevante importanza per l’economia, in quanto merce di scambio molto richiesta e quindi commercializzata.

Sono i Greci i primi a portare sul territorio italiano l’ulivo, e già gli Etruschi ne avevano vaste piantagioni.  Ma è dopo l’anno Mille che la sua coltivazione si diffonde rapidamente in tutta la penisola, soprattutto in Toscana, che ancora oggi è la regione con la maggior produzione di olio extra vergine di oliva di qualità, insieme a Puglia, Liguria, Marche e in ultimo anche l’Umbria.

La raccolta delle olive, che in Toscana avviene tra novembre e dicembre, conosce ancora oggi tecniche tradizionali che richiedono il lavoro manuale dell’uomo,  come la brucatura a mano, la bacchiatura, la pettinatura o la caduta spontanea, a cui si affiancano poi nuove modalità di raccolta tramite macchinari (Ia scrollatura).

Ma come nasce l’olio? Prima dell’invenzione della macina, i sistemi di frangitura delle olive erano molto semplici: le olive venivano messe in contenitori di pietra e pestate con mazze e bastoni o appositi utensili, la pasta così ottenuta veniva spremuta mettendola in cesti sovrapposti per  farne uscire il liquido, e dopo un periodo di decantazione, se ne otteneva l’olio.
Oggi, le più moderne tecniche di produzione dell’olio non dimenticano le antiche tradizioni: alcuni frantoi utilizzano ancora oggi la macinatura a pietra nella prima fase della frangitura.

Ed è proprio in questo periodo dell’anno che ovunque in tutta la regione si susseguono eventi e appuntamenti legati all’appena nato Olio Nuovo: dall’apertura straordinaria dei frantoi, alle sagre paesane,  alle degustazioni presso i piccoli produttori , la cui presenza è molto diffusa che nella zona del Chianti e nei territori intorno Certaldo, San Gimignano e Volterra…

Ma cosa caratterizza questo straordinario prodotto della terra?  il suo colore opaco ma intenso e fresco di frantoio, il suo odore amarognolo  delle olive appena raccolte, il suo sapore avvolgente che esalta il palato… Tutte sensazioni che vanno però vissute e gustate velocemente,  prima che l’olio extra vergine perda la sua prima anima vitale.  E il miglior modo per assaporare un gusto così semplice e antico è proprio su una calda fetta di pane arrostita, magari con un pizzico di sale e leggermente insaporita con l’aglio… ma chiamatela semplicemente Bruschetta o, se preferite,  Fettunta.