Regali di Natale: alcuni consigli…

Dopo avervi raccontato di come  nasce il Vin santo, oggi non potevamo non  accompagnarvi nella patria dei cantuccini o biscotti di Prato!

Già apprezzati alla corte dei Medici, trovarono consacrazione ufficiale nel dizionario dell’Accademia della Crusca nel 1691: “biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo”.  

Le mandorle, infatti, entrarono a far parte degli ingredienti soltanto in alcune varianti all’epoca di Caterina de’ Medici, divenendo  l’elemento caratterizzante solo nella  seconda metà dell’800.

Prato vanta una  produzione tipica e molto nota di questi biscotti che si possono consumare soli o inzuppati nel vin santo.

L’area Pratese importante  fin dal tempo degli Etruschi si sviluppò poi come città vera e propria sotto il dominio dei conti Alberti.

In seguito al venir meno del potere feudale dei Conti, la cittadina divenne un Libero Comune, e per sottrarsi alle mire espansionistiche di Firenze, a metà del 1300 si sottomise al re di Napoli, ma Giovanna d’Angiò vendette la città a Firenze per 17500 fiorini d’oro.

Dopo l’Unità d’Italia si ebbe una fortissima industrializzazione, soprattutto nel settore tessile, e cominciò un’incredibile crescita demografica, che fece uscire la città dalla cerchia di mura trecentesche.

I “cantucci” probabilmente più buoni e sicuramente più famosi sono quelli sfornati dal Biscottificio Mattei che dal 1858 produce pasticceria pratese. Se volete provare a farvi in casa i Biscotti di Prato, da regalare poi come dono speciale, fatto a mano, eccovi una valida ricetta a cui dovrete aggiungere solo una bottiglia di ottimo Vinsanto!

Cantuccini di Prato”

 Lavorate 500 gr di farina con 200 gr di zucchero 150 gr di burro e 3 uova intere, fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico, che non si appiccica: aggiungete poi 300 gr di mandorle intere non pelate e lavorate ancora per distribuirle uniformemente.

 Dividete l’impasto in filoncini spennellate la superficie con un uovo e fate cuocere in forno per circa venti minuti.

Una volta sfornati lasciateli  riposare dieci minuti e poi tagliateli obliquamente con un coltello ben affilato e un taglio deciso!